Biocarburanti avanzati: un’opportunità strategica per gli agricoltori europei e la transizione energetica

Bruxelles, 5 maggio 2026 – Eat Europe e Filiera Italia accolgono con favore l’opportunità di contribuire al dibattito sulla transizione energetica portando la prospettiva della filiera agroalimentare italiana ed europea. Gli agricoltori non sono semplicemente parte della transizione: sono essenziali per realizzarla su larga scala.

I biocarburanti sostenibili offrono un modo concreto per collegare la decarbonizzazione allo sviluppo agricolo, generando nuove e stabili fonti di reddito per gli agricoltori senza entrare in competizione con la produzione alimentare e mangimistica, contribuendo al contempo a migliorare la salute del suolo e la resilienza delle aziende agricole.

In particolare, le colture intermedie e le colture coltivate su terreni degradati, incluse nell’Annex IX, possono aumentare la produzione di biomassa senza espandere la superficie agricola, sostenere pratiche agronomiche migliori e creare nuove filiere tra agricoltura e settore energetico. In un momento in cui l’Europa si trova ad affrontare una carenza strutturale di vettori energetici chiave—soprattutto nel settore dell’aviazione—i biocarburanti rappresentano una delle poche soluzioni realmente scalabili, anche per il settore agricolo stesso.

Tuttavia, per sbloccare questo potenziale è necessario un quadro normativo che rifletta le realtà dell’attività agricola. Eat Europe e Filiera Italia sostengono criteri di sostenibilità rigorosi e sistemi di certificazione solidi e lavoreranno per garantire che l’attuale bozza di atto di esecuzione non limiti lo sviluppo dei biocarburanti sostenibili come opportunità concreta per gli agricoltori dell’UE attraverso disposizioni eccessivamente rigide. L’approccio alle colture intermedie e la definizione di terreno degradato dovrebbero essere fondati su condizioni agronomiche reali a livello nazionale, evitando criteri che potrebbero escludere ampie aree produttive.

È necessario un sistema pragmatico e basato su evidenze scientifiche, che offra agli agricoltori regole chiare e prevedibili, un sistema di certificazione solido in grado di prevenire le frodi e politiche che consentano di operare su scala attraverso scelte colturali flessibili e filiere robuste e di lungo periodo.

«Non ha senso che, da un lato, diversi Commissari sottolineino l’importanza dei biocarburanti come alternativa concreta ai combustibili fossili e, dall’altro, che chi redige le norme legate all’Annex IX le scriva in modo tale da ridurre al minimo la possibilità di produrre materie prime nell’UE. Le regole che governano la produzione agricola dovrebbero essere scritte dagli agricoltori, non dagli esperti legali», ha dichiarato Luigi Scordamaglia, Presidente di Eat Europe e Amministratore delegato di Filiera Italia. «In Europa continuiamo a trattare la transizione energetica come una questione ambientale, quando è diventata una questione di sopravvivenza strategica. È certamente una scelta etica, ma sempre più anche una necessità geopolitica se l’Europa non vuole soccombere», ha aggiunto Scordamaglia.

I biocarburanti avanzati non sono solo una soluzione climatica: rappresentano un’opportunità strategica per gli agricoltori europei, in grado di contribuire alla decarbonizzazione, rafforzare la sicurezza energetica e generare nuovo reddito senza compromettere la produzione alimentare. Per realizzare questo potenziale, il quadro normativo dell’UE deve essere abilitante, pragmatico e pienamente allineato con la realtà dell’agricoltura europea.

News correlate