Direttiva Nitrati, Bruxelles blinda il limite dei 170 kg/ha. La delusione di Coldiretti e Filiera Italia: “Scelta ideologica che smentisce la Strategia UE sul settore zootecnico”

​ROMA 16 luglio 2026 – Nessun passo indietro da parte di Bruxelles sulla Direttiva Nitrati (91/676/CEE). La Commissione europea ha pubblicato la valutazione della normativa: un maxipacchetto da 11 documenti e circa 450 pagine che blinda l’attuale impianto legislativo. Secondo l’esecutivo UE, la Direttiva rimane uno strumento “necessario, pertinente ed efficace” per tutelare le acque dall’inquinamento da nutrienti, con benefici ambientali superiori ai costi sostenuti da agricoltori e pubbliche amministrazioni.

​Ma è sul fronte zootecnico che si consuma la rottura con il mondo agricolo. La DG Ambiente ha ribadito che il discusso limite di 170 kg di azoto per ettaro all’anno proveniente da effluenti zootecnici è una misura “efficace, scientificamente fondata ed economicamente efficiente”, concepita come soglia precauzionale per garantire condizioni di concorrenza omogenee nell’Unione. Secondo Bruxelles, il problema non è il tetto in sé, ma l’eccessiva densità degli allevamenti in specifiche regioni (come la Pianura Padana).

​La Commissione ha confermato che il limite dei 170 kg si applica anche ai digestati grezzi, ritenuti a rischio ambientale analogo ai reflui di origine. Una parziale flessibilità viene concessa solo ai prodotti RENURE (fertilizzanti ottenuti da trattamenti avanzati), che potranno superare la soglia per sostituire i concimi chimici, escludendo però i digestati “tal quali”.

​La reazione del settore agroalimentare italiano è di profonda delusione. Coldiretti e Filiera Italia contestano duramente un impianto giudicato “ideologico e punitivo” per una zootecnia che ha già investito molto in economia circolare.

​”È deludente che l’Europa continui a equiparare il digestato naturale ai concimi chimici”, contesta Coldiretti. “È una posizione inaccettabile che appare come il residuo di un’impostazione ideologica ereditata dal Green Deal, incapace di riconoscere i progressi compiuti dal settore agricolo e zootecnico sul fronte della sostenibilità e dell’economia circolare. Il digestato arricchisce i terreni, valorizza gli effluenti zootecnici e riduce la dipendenza dell’Europa dai fertilizzanti importati. Blindare il limite dei 170 kg ignora la realtà agronomica e penalizza le aree a forte vocazione zootecnica, compromettendo competitività e investimenti”.

​Sulla stessa linea Filiera Italia:

​”C’è forte delusione per l’incoerenza di Bruxelles, che da un lato chiede più biogas e dall’altro pone vincoli insensati al digestato. La flessibilità sul RENURE non basta: servono investimenti enormi che non tutte le stalle possono permettersi. Il digestato tal quale andava liberalizzato subito. La decisione della DG Ambiente contraddice apertamente gli orientamenti che la stessa Commissione europea ha indicato negli ultimi giorni. Sia la nuova Livestock Strategy sia il Piano d’Azione sui Fertilizzanti riconoscono infatti la necessità di accelerare sull’utilizzo dei digestati e sul recupero dei nutrienti per rafforzare la circolarità del settore zootecnico e ridurre la dipendenza strategica dell’Unione dai fertilizzanti chimici importati. Continuare a bloccare il digestato naturale significa andare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di autonomia strategica, sostenibilità e competitività fissati dalla stessa Commissione”.

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