Il settore agroalimentare incassa un risultato fondamentale: grazie all’azione sinergica di Filiera Italia e Coldiretti, il testo finale sulle “Condizioni uniformi” (UCOL) per suini e avicoli recepisce le istanze del mondo produttivo, superando i limiti insostenibili della prima bozza.
Roma, 17 luglio 2026 – Il pragmatismo ha avuto la meglio sull’ideologia. La decisione della Commissione Europea sulle UCOL nell’ambito della direttiva IED si chiude con un successo strategico per l’allevamento italiano.
La prima bozza di dicembre presentava criticità inaccettabili: imponeva soglie stringenti per le emissioni, irraggiungibili per imprese che avevano già investito nelle migliori tecniche disponibili (BAT). Filiera Italia e Coldiretti hanno risposto con un intenso lavoro tecnico, culminato nel confronto di Siviglia, opponendo dati oggettivi a una burocrazia distante dal campo.
I risultati ottenuti:
- Aumento generale dei limiti massimi di riferimento per le escrezioni di azoto e fosforo e per le emissioni di ammoniaca, sia per i suini che per gli avicoli.
- Ulteriore aumento dei limiti di cui al punto precedente specificamente per il suino pesante italiano.
- Aumento dei limiti massimi di escrezione di fosforo per i suini allevati con siero.
- Migliore definizione delle “nuove aziende” e tempi di adeguamento più ragionevoli.
“Questa è una vittoria della concretezza,” sottolinea Filiera Italia. “La nostra azione dimostra che non siamo disposti a subire scelte ideologiche calate dall’alto. Abbiamo gli strumenti e la competenza per ribaltare l’approccio burocratico grazie alla forza delle evidenze scientifiche. La nostra risposta difende la competitività del sistema agroalimentare italiano, tutelando la sopravvivenza economica di migliaia di imprese.”
La battaglia per un’Europa che sappia ascoltare chi produce prosegue. Filiera Italia continuerà a presidiare i tavoli decisionali per garantire soluzioni praticabili contro l’astrattezza delle norme europee.