Promozione agroalimentare UE: Filiera Italia e Coldiretti contro il taglio dei fondi ​

La proposta della Commissione Europea di dimezzare i fondi destinati alla politica di promozione agroalimentare per il 2027 – riducendoli drasticamente da 205 a soli 112 milioni di euro – rappresenta una scelta incomprensibile e fortemente penalizzante. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, spinte protezionistiche e dazi crescenti, indebolire lo strumento principale che sostiene la competitività del nostro export e valorizza i marchi di qualità (Dop/Igp) va in aperto contrasto con gli stessi obiettivi dichiarati da Bruxelles, come la campagna ‘Buy EU Food’.

​Di fronte a questa minaccia, l’azione di Filiera Italia e Coldiretti è stata immediata e determinata. Con una lettera ufficiale indirizzata ai Commissari europei all’Agricoltura, Christophe Hansen, e al Bilancio, Piotr Serafin, le due organizzazioni hanno espresso una ferma opposizione a un taglio che compromette la stabilità e la pianificazione a lungo termine delle imprese della filiera.

​La forte mobilitazione italiana ha trovato una sponda decisiva a livello politico ed europeo. Un ruolo fondamentale di sicurezza e sensibilizzazione è stato svolto da Eat Europe e Farm Europe, che hanno accolto con favore il forte supporto politico emerso nel corso del Consiglio Agrifish del 13 luglio. In questa occasione, un documento formale (AOB) presentato su iniziativa italiana ha registrato un larghissimo consenso, con ben dieci Stati membri uniti nel chiedere di ripristinare integralmente le risorse. Come evidenziato da Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia e presidente di Eat Europe, la promozione non è una spesa sacrificabile a piacimento, ma un pilastro strategico del nostro modello agroalimentare. Ora la Commissione deve ascoltare questo chiaro messaggio: la competitività globale non si difende dimezzando le risorse.

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