Le regole sul Carbon Farming sono state adottate: il mercato non può aspettare il 2034
Una settimana dopo aver adottato l’Atto Delegato sul quadro europeo per la Certificazione degli Assorbimenti di Carbonio e del Carbon Farming (CRCF), la Commissione europea ha presentato oggi la revisione del Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), impegnandosi unicamente a valutare, nell’ambito della revisione prevista per il 2034, la possibilità di consentire la vendita dei crediti di carbon farming sul mercato ETS. La proposta prevede inoltre che gli Stati membri possano destinare parte delle entrate dell’ETS al sostegno degli investimenti per la riduzione delle emissioni agricole legate alla fertilizzazione di precisione, compresa l’adozione da parte degli agricoltori di fertilizzanti bio-based, organici e circolari.
Bruxelles, 17 luglio 2026 – Farm Europe ed Eat Europe valutano positivamente questi primi passi, ma esprimono rammarico per la decisione di reintrodurre i crediti di carbonio internazionali, che rischiano di deviare la domanda e gli investimenti dalle soluzioni europee verso mercati esterni, nonché per l’ulteriore rinvio del riconoscimento dei crediti di carbon farming.
Le due organizzazioni deplorano inoltre che la revisione dell’ETS non proponga una chiara sospensione dell’applicazione dell’ETS e del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) ai fertilizzanti, misura che sposterebbe gli incentivi dal penalizzare la produzione allo stimolare la domanda di fertilizzanti a basse emissioni di carbonio. Quanto meno, la proroga dell’assegnazione gratuita delle quote dovrebbe essere accompagnata da una revisione della traiettoria del CBAM e dalla possibilità di vendere i crediti di carbon farming certificati nell’ambito del CRCF all’interno dell’ETS.
Farm Europe ed Eat Europe invitano pertanto la Commissione europea e i co-legislatori a non rinviare ulteriormente la possibilità di collegare i crediti di carbon farming del CRCF all’ETS, creando così un vero modello economico per la riduzione delle emissioni in agricoltura in Europa.
Sebbene la proposta preveda una revisione nel 2034 e una successiva valutazione dell’inclusione dei crediti di carbon farming, il settore ha bisogno di un mercato oggi. L’agricoltura rappresenta un pilastro fondamentale della defossilizzazione di un’ampia parte dell’economia europea, ben oltre il settore alimentare. Il comparto agricolo necessita di investimenti su larga scala e di politiche coerenti per poter fornire carbonio biogenico e circolare, elemento essenziale per costruire un’economia climaticamente neutra e competitiva.
“L’adozione, la scorsa settimana, delle metodologie sul carbon farming, insieme all’impegno della Commissione a esaminare collegamenti diretti tra il CRCF e l’ETS, rappresenta un segnale incoraggiante nello sforzo di creare un vero incentivo economico alla riduzione delle emissioni in agricoltura”, ha dichiarato Luc Vernet, Segretario Generale di Farm Europe, aggiungendo: “È arrivato il momento di passare dai concetti alle decisioni concrete. Gli agricoltori non possono aspettare il 2034 per essere equamente remunerati per i loro sforzi nella riduzione delle emissioni.”
Per quanto riguarda l’assegnazione gratuita delle quote, Farm Europe ed Eat Europe accolgono con favore la proposta di rallentare la riduzione delle quote gratuite per i settori coperti dal CBAM e di estenderne il phase-out fino al 2038. Tuttavia, tale estensione deve necessariamente essere accompagnata da una revisione della traiettoria del CBAM per i fertilizzanti.
“I due meccanismi sono intrinsecamente collegati e dovrebbero operare in modo coordinato. Estendere l’assegnazione gratuita mantenendo invariata la traiettoria del CBAM per i fertilizzanti determinerebbe una divergenza tra due strumenti concepiti per affrontare lo stesso rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, compromettendo la coerenza e l’efficacia del quadro europeo di carbon pricing”, ha dichiarato Luigi Scordamaglia, Presidente di Eat Europe e Amministratore Delegato di Filiera Italia.
Gli attuali mercati volontari del carbonio non offrono ancora opportunità reali e prevedibili per consentire agli agricoltori di avviare investimenti nella riduzione delle emissioni e negli assorbimenti di carbonio, compresi gli investimenti in fertilizzanti a basse emissioni. La revisione dell’ETS rappresenta un’opportunità unica per colmare questa lacuna.
La proposta definisce inoltre le modalità con cui gli assorbimenti permanenti di carbonio realizzati nell’Unione europea potrebbero essere contabilizzati all’interno del sistema ETS per contribuire a compensare le emissioni residue dei settori difficili da abbattere. La Commissione esaminerà come i crediti derivanti dal carbon farming e dal sequestro del carbonio basato sulla natura possano, in futuro, qualificarsi come assorbimenti permanenti. Allo stato attuale, tuttavia, soltanto il BioCCS e il DACCS sono inclusi nell’ETS.
Infine, la Commissione propone di destinare una parte delle entrate dell’ETS a investimenti volti a ridurre le emissioni agricole attraverso un uso più efficiente dei fertilizzanti e a sostenere gli agricoltori nell’adozione di fertilizzanti bio-based, organici e circolari. Anche il Fondo per la modernizzazione sosterrà investimenti nei mercati guida per la produzione di fertilizzanti bio-based e a basse emissioni di carbonio a prezzi accessibili.