Bruxelles, 13 gennaio – «I biocarburanti offrono già benefici climatici concreti, sostenendo al contempo gli agricoltori e le economie rurali». È quanto ha affermato Luigi Scordamaglia, AD Filiera Italia, intervenendo oggi in qualità di Presidente di Eat Europe a un evento ospitato dall’Onorevole Dario Nardella e co-organizzato da Fuel Europe e dall’European Biodiesel Board su “Il ruolo della biomassa sostenibile nella decarbonizzazione dei trasporti e nel raggiungimento della neutralità climatica”.
«I biocarburanti non sono una promessa per il futuro: sono una soluzione che già oggi funziona, riducendo le emissioni e creando opportunità economiche per gli agricoltori e le aree rurali», ha dichiarato Scordamaglia. «L’ambizione climatica non può essere separata dalla sostenibilità e dalla competitività dell’agricoltura», ha sottolineato. «Raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE richiederà un aumento significativo della produzione agricola, rendendo essenziale allineare l’azione per il clima con la redditività delle aziende agricole».
Un’economia a zero emissioni nette è, per definizione, una bioeconomia — nella quale il settore agricolo europeo svolge un ruolo centrale ed è in prima linea nelle soluzioni climatiche.
Ciò che conta è costruire sulle catene del valore esistenti e rafforzarle, sviluppando ulteriormente la bioeconomia a partire dalle strutture attuali. Questo significa massimizzare il potenziale della produzione agricola attraverso una migliore ottimizzazione delle catene del valore e un’intensificazione sostenibile, aprendo al contempo l’accesso a nuovi mercati. Secondo uno studio di Farm Europe, per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE al 2030 sarà necessario un aumento del 13% della produzione agricola, che salirà al 25% entro il 2050. Un incremento che è realizzabile in modo sostenibile, a condizione che vengano mobilitati investimenti e innovazione e che gli agricoltori — sostenuti da una strategia europea chiara e coerente — siano posti al centro delle politiche dell’UE.
L’Europa ha bisogno di soluzioni pragmatiche e immediatamente attuabili, piuttosto che affidarsi esclusivamente a tecnologie non ancora mature. In questo contesto è necessario maggiore realismo nel dibattito sugli e-fuels, considerando i loro costi elevati e la limitata scalabilità nel breve periodo. La ricerca sugli e-fuels è benvenuta, ma presentarli come una soluzione a breve termine è fuorviante. I biocarburanti, al contrario, sono oggi disponibili, scalabili e competitivi.
Rispondendo alle preoccupazioni sulla competizione con la produzione alimentare e altri usi, Filiera Italia ha richiamato solide evidenze che dimostrano le sinergie nelle bioraffinerie, in grado di massimizzare la trasformazione delle colture per usi multipli, nonché il potenziale delle seconde colture, delle colture di copertura e intercalari e dell’utilizzo di terreni degradati per fornire materie prime sostenibili per i biocarburanti, migliorando al contempo la salute del suolo e i redditi agricoli. In questo contesto, Filiera Italia ha sottolineato che, se gestita correttamente e supportata da un quadro normativo favorevole, la disponibilità di biomassa potrà soddisfare le esigenze di tutti i settori, grazie al vasto potenziale della produzione agricola e allo sviluppo di modelli di bioraffineria integrata in grado di generare molteplici prodotti ad alto valore aggiunto.
Infine, Scordamaglia ha evidenziato che credibilità e reciprocità sono essenziali per il successo del settore, soprattutto alla luce delle recenti preoccupazioni relative alle importazioni di presunto olio da cucina usato fraudolento.
«Non possiamo sostenere gli agricoltori a parole e allo stesso tempo negare loro l’accesso a una delle nuove catene del valore più promettenti. I biocarburanti offrono una transizione che è ambientalmente efficace, economicamente sostenibile e socialmente equa», ha concluso.