Bruxelles, 3 marzo – Intervenendo all’11° Global Food Forum di Farm Europe e discutendo su come rafforzare il ruolo geopolitico dell’Europa a partire da un settore agricolo più solido, Filiera Italia e Eat Europe invitano l’Unione europea a istituire con urgenza riserve strategiche agroalimentari a livello UE, facendo tesoro delle lezioni apprese dai ripetuti shock sistemici che hanno messo in luce le vulnerabilità strutturali dell’Europa — dalla pandemia di COVID-19 alla guerra in Ucraina, fino alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali e alle rinnovate tensioni in Medio Oriente che interessano lo Stretto di Hormuz.
Queste crisi trasmettono un messaggio chiaro: la sicurezza alimentare non è semplicemente una questione agricola. È un pilastro dell’autonomia strategica, della stabilità economica e dell’influenza geopolitica.
«Rafforzare la capacità produttiva dell’Europa resta essenziale — attraverso innovazione, agricoltura digitale, efficienza nell’uso delle risorse e un continuo sostegno nell’ambito della Politica Agricola Comune — ma la sola produzione non è sufficiente», ha commentato Luigi Scordamaglia, Presidente di Eat Europe e Amministratore delegato di Filiera Italia, nelle sue osservazioni introduttive.
L’UE deve ridurre la propria esposizione agli shock esterni creando riserve strategiche di materie prime agricole essenziali e di input critici come fertilizzanti e mangimi. L’attuale crisi dei fertilizzanti, aggravata dalle tensioni geopolitiche e dalle misure commerciali, ha già determinato un aumento dei costi e una riduzione delle rese. Le riserve strategiche rappresenterebbero uno strumento fondamentale di gestione del rischio per proteggere agricoltori e consumatori europei da ulteriori volatilità.
«Le principali potenze globali utilizzano già le riserve alimentari come strumenti di leva strategica. Cina e Stati Uniti investono massicciamente nello stoccaggio per tutelare la stabilità interna e proiettare influenza geopolitica», ha dichiarato Luigi Scordamaglia. «Nel frattempo, l’UE ha indebolito la propria presenza proattiva in regioni come il Nord Africa e il Medio Oriente, dove l’insicurezza alimentare è in aumento. Se l’Europa intende riconquistare rilevanza strategica nel proprio vicinato, deve essere in grado di mobilitare rapidamente e in modo credibile assistenza alimentare. La sicurezza alimentare è anche politica estera».
Le riserve strategiche possono funzionare come uno strumento intelligente di stabilizzazione nei mercati agricoli ciclici. Ritirando temporaneamente le eccedenze durante i crolli dei prezzi e rilasciando scorte nei periodi di carenza, l’UE può proteggere il reddito degli agricoltori, rafforzare la resilienza della filiera agroalimentare e tutelare i consumatori dai picchi inflazionistici.
Non si tratta di un ritorno a forme di interventismo superate, ma di una risposta pragmatica a un mondo in cui le catene globali di approvvigionamento non possono più essere date per scontate.
Infrastrutture moderne ed efficienti, pienamente integrate lungo le catene del valore agroalimentari, sono altrettanto essenziali: esse rafforzano la resilienza, riducono gli sprechi e migliorano le prestazioni complessive del sistema.
Per queste ragioni, Eat Europe e Filiera Italia ritengono che il Fondo europeo per la competitività — i cui obiettivi includono anche la sicurezza — debba destinare risorse chiare e strutturate alla creazione e gestione di riserve strategiche.
Attualmente, la questione è affrontata nella proposta post-2027 dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM), ma in modo inadeguato. Per quanto riguarda il pacchetto sulla sicurezza alimentare — che comprende cinque nuovi articoli relativi ai piani nazionali — l’approccio delega in larga misura la responsabilità ai singoli Stati membri. Un semplice ruolo di coordinamento per l’UE e il mero scambio di buone pratiche tra Stati membri non sono sufficienti ad affrontare sfide di tale rilevanza sistemica.
Sono necessarie misure concrete sostenute da linee di finanziamento dedicate. Tali misure dovrebbero mirare, da un lato, a promuovere la modernizzazione e il rafforzamento delle infrastrutture di stoccaggio e, dall’altro, a sostenere il ritiro strutturato e la distribuzione delle scorte — entro i normali limiti di conservazione e, qualora non utilizzate a livello interno, privilegiando l’assistenza alimentare ai Paesi emergenti.
«In un mondo sempre più instabile, la resilienza non può più essere improvvisata o trattata come una risposta emergenziale. Deve essere progettata con lungimiranza, preparazione e visione strategica. Su questioni di così fondamentale importanza, l’Europa non può permettersi ulteriori ritardi o errori se vuole evitare di diventare strategicamente irrilevante», ha concluso Scordamaglia.
Eat Europe e Filiera Italia esortano le istituzioni europee ad agire senza indugio. L’istituzione di riserve strategiche agroalimentari non rappresenta un passo indietro: è un investimento necessario in sicurezza, sovranità e stabilità a lungo termine dell’Europa.