Bruxelles, 30 marzo – Nel contesto di tensioni geopolitiche sempre più strutturali l’Unione europea è chiamata a rafforzare i propri strumenti di difesa commerciale a tutela dei settori produttivi strategici. In questo quadro, le misure di salvaguardia rappresentano leve essenziali per garantire equità e sostenibilità nel commercio globale.
Eat Europe e Farm Europe apprezzano e supportano sin dall’inizio l’iniziativa italiana – supportata da altri paesi UE – volta a rendere più efficace l’attivazione delle clausole di salvaguardia nell’ambito della revisione del regolamento SPG. È importante che, in vista del voto in sessione plenaria dell’accordo di trilogo di fine 2025, siano i Ministri dell’agricoltura dell’UE a suonare il campanello d’allarme. Nonostante il positivo elemento dell’automatismo fondamentale per assicurare risposte tempestive alle perturbazioni di mercato, senza un adeguamento delle soglie di attivazione, tali meccanismi rischiano di non produrre gli effetti desiderati. Per questo motivo, abbiamo lavorato per una riduzione della soglia di attivazione al 20%, al fine di rendere la clausola più aderente alla realtà dei mercati e più efficace nella protezione dei produttori europei. Allo stesso tempo, l’attuale congiuntura economica dimostra che il riso non è l’unico comparto a necessitare di strumenti di tutela rafforzati. Diversi settori agricoli europei si trovano oggi ad affrontare difficoltà crescenti.
In tale ottica, è stata avanzata anche una proposta di estensione dell’applicazione delle clausole di salvaguardia automatica ad altri prodotti sensibili. Tra questi, il settore dello zucchero rappresenta un caso emblematico. Fondamentale che le richieste italiane avanzate in sede AGRIFISH siano ascoltate non solo dai Ministri dell’agricoltura, ma anche da tutti i Ministri UE coinvolti nella definizione delle norme e nell’attuazione degli accordi commerciali europei. Sul Regolamento SPG la palla passa ora al Parlamento europeo che ha la possibilità concreta di emendare la proposta.
“Questi esempi dimostrano con chiarezza come le politiche agricole, commerciali, energetiche e industriali siano ormai profondamente interconnesse” dichiara Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato di Filiera Italia e Presidente di Eat Europe, “Proprio per questo motivo, diventa sempre più necessario adottare un approccio trasversale. Non si tratta di proteggere un singolo prodotto, ma di cambiare il metodo di lavoro: anticipare i rischi, leggere le interazioni tra politiche e proteggere in modo coerente gli interessi strategici dell’Unione” infine, prosegue Scordamaglia “positiva anche la richiesta di sospensione del CBAM da noi avanzata da tempo e formalizzata all’Agrifish di oggi da Italia e Francia. Ora la Commissione proceda subito in tal senso con effetto retroattivo e lavori anche per l’eliminazione dei fertilizzanti dall’ETS.”