Internazionalizzazione – Filiera Italia sottoscrive l’accordo di collaborazione Italia-Serbia

Filiera Italia, la fondazione che riunisce l’intera filiera agroalimentare italiana dalla produzione agricola rappresentata da Coldiretti alla principali imprese della trasformazione, fino alla distribuzione, ha sottoscritto il 21 Marzo a Belgrado, alla presenza del Presidente serbo Aleksandar Vučić e del vicepresidente del Consiglio italiano e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, l’accordo Italia-Serbia tra i settori agroalimentari. Il memorandum firmato nell’ambito del Business and Science Forum Italia-Serbia sancisce la collaborazione tra le filiere agricole ed alimentari dei due Paesi rappresentati da Filiera Italia per la parte italiana e dall’Associazione dell’Agricoltura e dell’Industria alimentare della Camera di Commercio e dell’Industria della Serbia.

“Ancora una volta – ha dichiarato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia – siamo di fronte a due Paesi perfettamente sinergici, che possono lavorare insieme per aumentare la sicurezza alimentare a livello globale. Una perfetta complementarietà con la Serbia che è caratterizzata da un’estensione di terra rilevante e fertile e l’Italia che possiede tecnologie avanzate e soprattutto un modello di produzione sostenibile con aziende, molte delle quali presenti al forum di Belgrado, che rappresentano grandi eccellenze e un punto di riferimento a livello globale”. “Quello siglato oggi – aggiunge Scordamaglia – è l’accordo fra due paesi non solo geograficamente vicini, ma che vogliono implementare, anche attraverso una costante e comune innovazione, sempre più elevati standard produttivi e sostenibili”.

Il Memorandum of understanding promuove una rete di collaborazione fra i due Paesi con lo sviluppo di progetti congiunti e joint venture tra aziende agroalimentari italiane e serbe finalizzate alla realizzazione di un sistema produttivo agroalimentare efficiente e sostenibile. In particolare, la cooperazione coinvolgerà il settore della meccanizzazione, automazione e digitalizzazione dei processi di produzione agricola e trasformazione, l’agritech, la gestione dell’acqua e la precision farming, la genetica delle piante, senza dimenticare azioni concrete per sostenere lo sviluppo di filiere corte e dei sistemi agroalimentari locali, settori rappresentati da parte italiana da Coldiretti e Filiera Italia.

“L’obiettivo – continua Scordamaglia- è anche la creazione di un modello che a regime potrà portare anche a sostituire alcune importazioni da paesi terzi lontani che oggi esportano verso il nostro Paese prodotti caratterizzati da standard inadeguati e metodi di produzione che non si ispirano ai principi di reciprocità per noi determinanti ”.

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